I Bogardi questi sconosciuti

Gli Annali dei Servi di Maria riportano, riprendendo da delle antiche costituzioni del 1493, un elenco di conventi del Nord Europa tra i quali si trovavano Santa Maria dei Bogardi di Anversa, Santa Maria dei Bogardi presso Lovanio in Belgio e Santa Maria dei Bogardi di Bruxelles in Brabante ... Dopo l’ultimo aggiungono: “all’epoca, cioè in quegli anni, quando il Giani [l’annalista] scriveva, si diceva che fossero presenti nel monastero 15 religiosi di San Bernardo, e che era abitato prima dalle monache ...”.
Questi (e gli altri) conventi erano poco noti già allora; tuttavia, il loro nome può offrire oggi l’occasione di una ricerca onomastica interessante sui Bogardi, diventato un cognome diffuso nel Nord Europa (Belgio e Fiandre in primis) e negli USA. Valga l’esempio di Bogart, il famoso Humphrey attore del cinema.
Secondo la maggior parte delle etimologie, compresa Wikipedia inglese, voce Bogaert) deriverebbe, con qualche dubbio, dall’olandese Bogaard (frutteto o custode di alberi) simile al tedesco Baumgartner (idem).
Secondo invece altre fonti una sua origine più semplice e logica sarebbe da riferire all’ambito ecclesiastico e a certi uomini di penitenza e questuanti. “Les Bogardes de Malines” (Anversa) furono una congregazione, già affiliata al Terzo Ordine della Penitenza, ricordata dal dal 1284 al 1558 nel libro di Jules Vannérus dell’Académie royale de Belgique (1911).
Soprattutto ne parla in generale e anche abbondantemente il Du Cange nel Glossarium mediae et infimae latinitatis. Qui li dice:
BEGHARDI, Begehardi, Beguini, Beguinae, eretici sorti dapprima in Alemannia; volgarmente si chiamano Begehardi riguardo agli uomini, e Beginae riguardo alle donne ... I più dotti pensano che siano stati chiamati così dai Sassoni, in quanto Beggen è uguale a Mendicare [oggi in inglese è to beg].
E cita il Concilio di Treviri del 1310, dove si ricordavano : “ ... col pretesto di una certa falsa religione, si chiamano mendicanti, con tabarri, e lunghe tuniche, e lunghi cappucci, i quali vanno dove gli pare, disprezzano le fatiche manuali, si incontrano con alcuni tra loro e poi si fermano davanti a persone semplici esponendo loro le sacre Scritture ...”.
Stavano a quei tempi accostati agli Ordini religiosi detti davvero ‘mendicanti’: i domenicani (Predicatori) e i francescani. Nel 1302 in un capitolo dei frati dei Predicatori si ricordavano i convertiti o Begihardi, cioè i fratelli che non avevano casa e che mendicavano il cibo.
E sempre nel 1302 al capitolo dei frati Minori si presentarono 150 Confratelli, Conversi o Begihardi, 30 a due o a tre che passavano in processione ... chiedendo l'elemosina.
Dai Concili i Bogardi/Begardi e affini vennero per lo più condannati. In Italia lo furono i Poveri Frati del Terz'Ordine di San Francesco o Fraticelli, che – stando agli storici come il Wadding – non lo furono veramente, ma solo protessero le loro false opinioni con l'autorità dell'Ordine ricevuto.
Alvaro Pelagio, vescovo e teologo spagnolo († 1350) in de Planctus Eccles. capitolo 2 51 ebbe per loro dure parole: “In questi ultimi tempi [sono presenti] molti ipocriti, specialmente in Italia e Alemannia, e in Provenza, dove sono chiamati Begardi e Beghine, i quali non vogliono sottomettersi al giogo della vera ubbidienza, ma avere la nociva libertà, né vogliono osservare alcuna regola approvata dalla Chiesa sotto la mano di un precettore e capo legittimo; sono chiamati alcuni Fraticelli, altri della Vita Povera, altri Apostolici, altri dei Begardi, che ebbero origine in Alemannia”, ecc.
Fu per questa ragione che con il il tempo in Europa il nome Bogardi assunse anche un valore dispregiativo. Nel 1482 nel lessico tedesco alla voce si intendeva: “Beghart, gleyschner (simulatore) Beghardus, un fariseo, un converso.
Nel lessico italiano – si parla del Dizionario del Battaglia dove Begardo è citato ma poco usato – viene però associato alla povertà-umiltà, in quanto riferito ai “Begardi della Misericordia” (secolo XIV) e ai “Begardi tessitori”. Ne è confermata l’origine dall’olandese, cioè da beaggaert, frate mendicante.
Invece la variante al femminile, Beghina è più comune e per il Battaglia (e in certe espressioni di oggi) è “donna religiosissima e devota, bigotta, pinzochera, bacchettona, picchiapetto ...”.

Paola Ircani Menichini, 3 febbraio 2023.
Tutti i diritti riservati.




L'articolo
in «pdf»